Unioni civili: settimana decisiva

Novità sul fronte delle Unioni Civili.

Il Presidente del Senato Grasso ha deciso di dichiarare inammissibili tutti gli emendamenti “canguro”, compresi quelli “trappola” della Lega. In questo modo le proposte emendative verranno ridotte a circa 500. La decisione di Grasso restituirebbe all’Aula la possibilità di discussione permettendo di costituire una maggioranza trasversale che voti la legge.

Renzi, all’assemblea di ieri del PD, ha ricordato che il suo partito ha due opzioni: proseguire con il voto d’Aula o cercare un’intesa di Governo.

Una delegazione delle Associazioni Lgbt, tra le quali anche Anddos, ha incontrato il presidente del Consiglio dopo l’Assemblea.

Alle esternazioni del Premier sui timori di un possibile fallimento del dibattito parlamentare la delegazione ha ribadito che i problemi relativi alla discussione in Aula non devono diventare un alibi per modificare la legge al ribasso e che la stepchild adoption non è negoziabile.

In una nota diffusa al termine dell’incontro le Associazioni Lgbt hanno espresso indignazione all’eventualità di una legge modificata per cercare il consenso all’interno del Governo da parte di quelle forze politiche che finora hanno denigrato e insultato le persone omosessuali e che è imprescindibile il contributo di tutte le forze politiche, anche quelle fuori dall’area governativa, che hanno sostenuto questa proposta di legge sin dall’inizio.

Questo messaggio è stato ribadito con forza anche nella manifestazione di Milano, presentata con lo slogan “Tempo Scaduto”, in cui Associazioni e società civile hanno riempito, ben al di là del previsto, Piazza Duomo.12744215_10208641132003889_6042960959937081041_n

Intanto in risposta all’intervento di Renzi in Assemblea, Luigi Di Maio ha dichiarato la disponibilità del M5S a votare subito gli emendamenti e a chiudere la legge entro venerdì 26 Febbraio.

Per la ripresa dei lavori in Senato è previsto un nuovo presidio per mercoledì 24 Febbraio alle ore 16:00.

L’ottimismo ci fa augurare che la manifestazione indetta a Roma Sabato 5 Marzo veda una piazza in festa e non una piazza di protesta.

 

La redazione